10 cose da non perdere nelle MARCHE

L'unica regione al plurale, l'unica ad avere tutti i tipi di paesaggi in soli 9.694 km² di superficie, chiamata l'Italia in miniatura o meglio l'Italia in una regione, come cita lo slogan, sto parlando della mia regione : LE MARCHE!

Le terre dell'infinito che hanno ispirato le poesie di Leopardi, le colline dove non c'è un pollice di terra inutile come sostiene Montaigne, e scenario della storia d'amore di Paolo e Francesca nella Divina Commedia!

Scrivo questo post per ricordarmi che non è poi così male  vivere in una regione dove sei ad un passo da tutto, sia dal mare che dalla montagna, e che a volte si sottovaluta il posto da dove veniamo, più mi guardo intorno e più ne vado orgogliosa!

A volte, non serve andare dall'altra parte del mondo, basta mettere il naso fuori dalla finestra di casa per rimanere a bocca aperta!


Ho stimolato la vostra immaginazione?
Avete voglia di venire nella mia regione?
Non vi resta che programmare un bel giretto nelle Marche, non tralasciando però queste 10 cose, che secondo me, sono assolutissimamente da vedere!



Per avere una visione a 360° gradi delle Marche iniziate il vostro tour dal borgo di Cingoli, chiamato per l'appunto  il Balcone delle Marche.
Qui potrete ammirare la diversità dei paesaggi e le sue mille sfaccettature:  il mare Adriatico all'orizzonte con il promontorio del Conero,  i Sibillini alle vostre spalle e le colline dalle forme sinuose ognuna dal colore diverso, e infine il blu del lago di Castreccioni con la sua diga proprio sotto di voi.

Foto da Wikipedia

1. CORINALDO: il Borgo più bello d'Italia
Ci sarà pur un motivo se viene considerato uno dei Borghi più belli d'Italia, non vi resta che perdervi per i vicoli di Corinaldo, scendendo le cento scale, camminando sotto i landroni e percorrendo il giro di ronda delle mura, del tutto ancora perfettamente intatte.
Non dimenticate di fare una foto ricordo sul pozzo della polenta, e nella facciata della casa incompiuta di un matto di Corinaldo: Scuretto!
A cinque minuti di auto dal borgo visitate la casa natale di S. Maria Goretti, diventata Santa dopo che nel letto di morte perdonò il suo assassino.


2. ANCONA: una passeggiata dal molo al passetto

Come tralasciare il capoluogo di regione, una città che è l'orgoglio di noi marchigiani!
Vivete la città con una passeggiata partendo dal porto della città, iniziando dal Molo  Nord con l'Arco di Traiano, dove è ben visibile il maestoso Duomo di San Ciriaco che svetta nel promontorio, uno dei simboli di Ancona.
Proseguite poi verso il centro, dove a sinistra avrete la bellissima facciata neoclassica del Teatro delle Muse e a destra la Chiesa di Santa Maria delle Scale.
Prendete la prima strada a sinistra fino ad arrivare ad una piazza molto grande e accogliente, chiamata infatti il salone della citta, questa piazza si chiama Piazza del Plebiscito, meglio conosciuta dagli anconetani come Piazza del Papa, posto di ritrovo nel fine settimana dei giovani.
Date uno sguardo alle vetrine dei negozi sparsi per il Corso "vecchio" o Corso Mazzini fino ad arrivare alla fontana delle tredici cannelle e poco più in là la fontana dei cavalli in Piazza Roma.
Stufi dei negozi?
Perché non fate una sosta al Mercato delle Erbe, riconoscerete subito questa struttura dalla facciata in stile liberty con un grosso orologio, qui potrete gustare ottimi prodotti locali di frutta e verdura a Km 0 e perché no anche del buon pescato di giornata del nostro mar Adriatico.
Svoltando a destra vi troverete  nel Corso Nuovo o Corso Garibaldi, fermatevi a prendere un caffè nel famoso bar della Tazza d'oro, e buttando un occhio in cima alla strada vedrete da lontano una statua di un signore, un signore particolare: il conte Camillo Benso di Cavour che dà il nome alla piazza.
Passata la piazza, abitata da numerosi piccioni,  avrete davanti a voi il Palazzo del Municipio e un lungo viale alberato: il Viale della Vittoria che è la passeggiata più amata dagli abitanti.
Dopo una decina di minuti arriverete alla pineta del Passetto, ammirate il panorama verso il mare e se non vi accontentate scendete per la scalinata che vi porterà a toccare le acque dell'Adriatico.
3. URBINO: capitale della cultura

Da non perdere è una visita alla bellissima città universitaria di Urbino, un piccolo gioiello rinascimentale nel Montefeltro, che ha concorso per il titolo come capitale della cultura 2019, da cui ne è rimasta esclusa insieme ad altre perle italiane; comunque sia per me e credo per molti altri marchigiani rimane e rimarrà la nostra capitale della cultura.
Girate per le vie del centro storico, dichiarato Patrimonio dell'Umanità UNESCO, il Duomo, la Casa di Raffaello, ma soprattutto concedetevi del tempo per visitare il Palazzo Ducale con al suo interno la Galleria Nazione delle Marche dove potrete ammirare tantissime opere come La Flagellazione di Piero della Francesca, La Città ideale, lo studiolo con la “Galleria degli uomini illustri” di Giusto di Gand e Pedro Berruguete, Tiziano, Paolo Uccello, Raffaello.


4. TREKKING alle LAME ROSSE: il nostro piccolo Grand Canyon

Ero molto combattuta nello scegliere tra le Lame Rosse e il Lago di Pilato, ma aimè quest'ultimo mi manca, anche se penso che sia straordinario, ho preferito quindi scegliere di inserire nella lista le Lame Rosse nella località di Fiastra.
Si parte dalla diga di Fiastra e attraverso un sentiero (ben indicato) di due ore e mezzo vi condurrà nel nostro piccolo Grand Canyon, un paesaggio insolito che vi lascerà stupiti.
Che aspettate? Zaino e scarpe da trekking, il percorso non è difficile, anzi è molto piacevole camminare  all'ombra del bosco, fino ad arrivare ad una salita che segnerà la fine dell'escursione!

5. ASCOLI PICENO: un caffè nella piazza più bella d'Italia

La città delle cento torri batte nel cuore delle Marche con la Piazza più bella dell'Italia : Piazza del Popolo.
La Piazza racchiude gli edifici più importanti della città come la Chiesa di San Francesco, il Palazzo dei Capitani e il famoso Caffè Meletti.
Proprio qui, in questo caffè che è diventato un istituzione dal 1907 e tappa obbligata per i turisti, vi consiglio di prendere un caffè o assaggiare l'Anisetta Meletti in totale relax.
Se amate l'arte dedicate un ora del vostro tempo alla visita della Pinacoteca che si trova nel secondo piano dell Palazzo del Municipio in Piazza Arringo, dove troverete una ricca collezione di bellissime opere di Tiziano, Tintoretto, Guido Reni, Crivelli e tanti altri.
Se l'arte non vi interessa (peccato) lasciatevi trasportare dal trenino turistico, che vi porterà a scoprire la città percorrendo le viuzze del centro storico.


6. SPIAGGIA DELLE DUE SORELLE: un angolo di paradiso

Meta indiscussa per i vacanzieri è la Riviera del Conero, e la sua perla si chiama Spiaggia delle Due Sorelle.
Una spiaggia paradisiaca raggiungibile con la barca oppure da un sentiero abbastanza impegnativo (Passo del Lupo), chiamata così perché i due faraglioni che affiorano dal mare assomigliano a due suore raccolte in preghiera.
Prendete la barca dal porto di Numana e rilassatevi lontano da tutto nella spiaggia bianca di ciottoli.

7. GROTTE DI FRASASSI: al centro della terra!

Scendere al centro della terra, perché no?!
Le grotte di Frasassi sono un enorme complesso ipogeo nel cuore del Parco regionale della Gola della Rossa e di Frasassi e sono un ottima idea per un gita fuori porta di una giornata.
Prenotate una visita guidata per il percorso turistico e sarete catapultati in un altro mondo!
Un mondo fatto di stalattiti e stalagmiti, di scenari inimmaginabili iniziando dall'Abisso Ancona, la grotta più grande che può contenere per dimensioni il Duomo di Milano, per poi passare alla Sala del 200, il Grand Canyon, la Sala dell'Orsa, la Sala Pagliai e la Sala dell'Infinito.
Per i più avventurosi, c'è il percorsi blu di media difficoltà e il percorso rosso, adatto agli speleologi.   

8. SENIGALLIA:una serata a ritmo del Rockabilly

Una rotonda sul mare...così citava la canzone di Fred Bongusto, sarà stato inspirato dalla nostra Rotonda?
Non si sa, ma sicuramente è l'attrazione più conosciuta di Senigallia, struttura a forma di conchiglia che si trova nel mare, collegata con la terra ferma tramite un lungo ponte bianco, oggi è un polo multifunzionale per arte, cultura e musica.
Vale una visita il suo centro storico con l'imponente Rocca Rovesca, il Palazzo del Duca, il foro annonario e gli antichi portici lungo il fiume Misa.
Meta turistica di molti vacanzieri, Senigallia in estate si anima e diventa una piccola Rimini marchigiana, con il suo lungomare ricco di locali e ristoranti,  e la sua spiaggia detta spiaggia di velluto, moltissimi turisti vengono però in occasione di un evento in particolare che si svolge a cavallo tra Luglio e Agosto.
Sto parlando del Summer Jamboree, chi non conosce questa manifestazione?
Da ben 14 anni Senigallia accoglie migliaia di amanti degli anni '40/'50, della musica e da tutto quello che è vintage!
Non vi resta che programmare una serata di baldoria, di pura follia rispolverando i vestiti della vostra mamma e scatenatenandovi in pista a ritmo di rock'n' roll!

9. LORETO: il nostro cupolone

La città di Loreto è la meta di pellegrinaggio per eccellenza, ma badate bene questo non vuol dire che chi va a Loreto va solo a pregare, è molta frequentata anche dagli amanti dell'arte, perché qui vi hanno lavorato numerosi artisti come Baccio Pontelli, Andrea Sansovino, Giuliano da Sangallo, Luca Signorelli, il Pomarancio, Luigi Vanvitelli, Melozzo da Forlì.
Riconoscerete da lontano questa città, perché inconfondibile è la sua cupola che sovrasta la collina, quella è la Basilica della Santa Casa, un mix tra una chiesa e una fortezza, proprio sotto la cupola sono posti i resti della Santa Casa di Nazaret, dove, secondo la tradizione devozionale, la Vergine Maria ricevette l'Annunciazione.
All'interno della Basilica si possono ammirare tantissime opere,  come anche nella Pinacoteca nel Palazzo Apostolico,  da non perdere è l'interessante cammino di ronda coperto susseguito da tantissime finestre utilizzate all'epoca come punto di difesa.
Prima di andare via, fermatevi un attimo per scrutare il bellissimo panorama dal Piazzale Giovanni Paolo II su tutto il versante del Conero!

10. TOUR ENOGASTRONOMICO: perché "a noi ce piace magnà" !

Chi viene nelle Marche è consapevole che a noi ce piace magnà, detta proprio  nel nostro dialetto e come canta Renzo Arbore.
Siamo delle buone forchette e dei bevitori doc, e consigliarvi un posto anziché un altro è veramente difficile, vi garantisco che da qualsiasi parte della regione capitate ne rimarrete soddisfatti!
La regione offre una varietà di pietanze caserecce, con ricette prese dalle nostre nonne, tramandate fino ad arrivare nelle nostre tavole.
Piatti di pesce come il brodetto, lo stocafisso all'anconetana, salumi tipici come il rinomato prosciutto di Carpegna, il salame di Fabriano, il ciauscolo e un'infinità di formaggi da quello di fossa, al pecorino e alla caciotta di Urbino.
E poi abbiamo la lenticchia, i tartufi di Acqualagna, le olive all'ascolana, i vincisgrassi e tantissime altre bontà!
Ampia scelta dei vini DOC tutti made in Marche, i bianchi come il Verdicchio dei Castelli di Jesi, il Falerio dei Colli Ascolani, il Bianchello del Metauro, per poi passare ai rossi come il Rosso Conero, il Rosso Piceno, la Lacrima di Morro d'Alba, il Sangiovese dei Colli Pesaresi.
Sono solo alcune dei nomi delle tante cantine sparse per le terre marchigiane!



Ecco la mia lista, che ne pensate?
E' stato veramente difficile scegliere tra tante bellezze artistiche, culturali e naturali!
Ora tocca a voi, cosa mettete nella vostra lista delle 10 cose da non perdere nelle Marche?


L'isola di MYKINES - Isole Faroe

Cari viaggiatori, oggi vi porto alla scoperta di un'isola selvaggia, piccola e nascosta.
Vi porto nelle Faroe Island, un piccolo arcipelago di isole danesi, un piccolo paradiso ancora inesplorato e fuori dai circuiti di massa.
Ma veniamo a noi, se state programmando un viaggio proprio alle Isole Faroe, sicuramente avete inserito nel vostro itinerario l'Isola di Mykines.


Per raggiungerla ci sono due opzioni, entrambe condizionate da forze maggiori ovvero il meteo.
Quindi se le condizioni metereologiche ve lo permettono potrete scegliere di raggiungere l'isola con elicottero dall'aeroporto di Vagar oppure prendendo il traghetto dal porto di Sorvagur.

Se volete sorvolare l'isola prendete l'elicottero, è una spesa accessibile ed è un'esperienza unica che vi portarà in pochi minuti a Mykines.
Per info e prenotazione biglietti cliccate qui 




Non da meno è  l'esperienza con il traghetto dal porto di Sorvagur potrete ammirare i faraglioni da vicino fotografando le numerose specie di uccelli che migrano verso le piccole calette.
I biglietti sono acquistabili prenotandoli in anticipo online.
La barca parte tutti i giorni alle ore 10.20. e ritorna alle 17.00 in alta stagione è meglio prenotarli con largo anticipo al costo di 17,50 euro andata e ritorno a persona. 
Per saperne di più cliccate qui.

Tra tutte e due quella che ho ritenuto più conveniente e facile da gestire è prendere il traghetto.  

Arrivando con la barca si ha la possibilità di vedere i faraglioni, i tantissimi uccelli che ne fanno da padroni e di godersi qualche ore di relax in mare aperto.
Si sbarca nell'unico porticciolo a disposizione, ed insieme ai passeggeri si scaricano i beni di prima necessità provenienti dall'isola principale.

Dopo tantissimi scalini, si arriva finalmente al paese, ci troviamo subito dentro ad una favola di elfi, piccolo ed intimo, silenzioso e magico.

Per il poco tempo a disposizione visto che la barca riparte alle 17 decidiamo subito di fare il trekking principale dell'isola, arrivare fino al faro di Mykinesholmur, un isolotto collegato con un ponte sospeso a 35 metri d'altezza in una gola affascinante. 

Un percorso molto avventuroso che parte subito per come una salitona non indifferente, ma tenetevi forte, quello che vedrete una volta arrivati ne vale veramente la pena.

Ad aspettarvi dopo la salita ci saranno tantissimi puffins che incuriositi vi guarderanno perplessi perché la vostra faccia cambierà espressione, stupore e gioia.
Loro erano lì ed era così naturale vederli..



Una delle principale cose che spinge a venire a Mykines sono proprio loro, questi piccoli e buffi animaletti: i pulcinella di mare.


Le pulcinella di mare vivono all’incirca 20 anni, il loro habitat naturale è il mare e si spostano sulla terraferma solo per l’accoppiamento e la riproduzione: fedeli con la propria compagna per tutta la vita, di anno in anno conservano anche lo stesso nido. Come non restare affascinati!

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Con rispetto e in silenzio facciamo qualche foto e riprendiamo il sentiero.

Un percorso a zig zag tra pecore, caprette e scorci mozzafiato sull'oceano, con il vento forte facciamo fatica a camminare, bisogna prestare molta attenzione perché in certe zone il burrone è praticamente sotto di voi!!
Il tratto più "difficile" è sicuramente la discesa verso il ponte che congiunge le due isole, ma con l'aiuto di corde e scalette improvvisate ne riuscirete indenni. 


Abbiamo notato che molti si sono spaventati e sono ritornati indietro, ma sinceramente è solo quello il tratto critico, e con calma e aggrappandovi in ogni dove riuscirete a procedere.
Ecco, vi consigliamo di mettere dentro al vostro zaino la macchina fotografica e guardare dove mettere i piedi,  perché il vostro sguardo sarà attratto dai puffins che vi voleranno sopra di voi a pochi cm,  a me hanno lasciato anche un ricordino!!Fortunata? 
Beh, secondo i punti di vista!

Salite e discese continue, scogliere a picco sull'oceano, la natura che regala panorami da togliere il fiato.


Il faro sembra un miraggio e ci facciamo prendere un po' dalla fretta per paura di non fare in tempo a ritornare in tempo per il traghetto.
Alcuni tratti sono recintati, e se vedete "CLOSE THE GATE" non è perchè non dovete accedere, ma perchè una volta che passate dovete chiuderlo subito dopo, perchè quel punto è pericoloso per le numerose pecore che abitano l'isola.

Dopo il ponte, e stradine sconnesse attraversiamo le cime verdi e appuntite come niente fosse e in 2 ore siamo al faro.



Ci fermiamo a mangiare qui, seduti a terra con davanti l'oceano, il rumore dell'oceano e il vento che diventa sempre più potente... ma in che posti siamo capitati?
Fuori dalla realtà, fuori dalla nostra immaginazione, fuori da tutto quello che avevamo visto prima d'ora nella nostra vita.

Ritorniamo indietro e ci mettiamo incredibilmente di meno, ci fermiamo vicino ai puffins senza disturbarli, sono tantissimi e li scrutiamo così tanto che li vediamo uscire dalle loro tane, addormentati e pronti per prendere il volo per poi ritornare con la boccuccia piena di pesciolini!
Il loro habitat è il mare ma si spostono nella terra ferma per l'accoppiamento e per la riproduzione, fedeli alla propria compagna per tutta la vita e alla loro tana.




Rimaniamo in silenzio e ci facciamo una scorpacciata di questo meraviglioso spettacolo che la natura oggi ci ha regalato, scrutiamo il paesello d'alto, è arrivato il momento di scendere e perlustrare il centro abitato fatto di poche case e di una manciata di abitanti.

  Nessuna auto, una pista di atterraggio per l'elicottero, tanti sentieri per fare trekking, pochi rumori che creano scompiglio a questa pace, come quello del ruscello e dei bicchieri nell'unico bar- albergo che c'è nell'isola.

Un gatto, una fontana, una chiesa, servizi igienici gratuiti, il prato sotto e sopra al tetto delle case. Niente di più.
Passeggiamo e bisbigliamo, non vogliamo disturbare questo quadretto perfetto! 
 
Una giornata fantastica i colori, la voce del vento e dei mille uccelli che ci abitano sono chiusi in una cassetto speciale dei ricordi dentro il mio 💖 .
Se dovessi pensare al paradiso..forse lo immaginerei cosi.

Festa di Turchia a Moena


Come ogni anno ad Agosto, la Fata delle Dolomiti si veste di rosso ed è pronta ad accogliere una delle feste più tradizionali e tipiche della Val di Fassa: la Festa di Turchia.



Bandiere turche svolazzanti, sultani e odalische che sfilano in abiti orientali nelle stradine del paese, artigiani tirolesi che lavorano il legno davanti al portone di casa, si respira aria di festa in un clima euforico ricco di musica, cibo e balli di folklore. 

Due culture diverse che si abbracciano e si mescolano.


Quella ladina e quella mediterranea.


L’Oriente e l’Italia.



Il Rione Turchia è uno degli angoli più caratteristici in stile ladino di Moena, con fienili decorati, legnaie che sembrano capolavori, fiori colorati e sculture in legno.


Durante la festa è possibile visitare ex stalle e fienili chiamati in lingua ladina tabià , il meglio conservato e il più bello è il rustico Tabià Copeto, abbellito con fiori, utensili e attrezzature in legno del tempo.
Datato 1567 il Tabià del Bronza è visitabile nei mesi estivi di luglio ad agosto, al suo interno è allestita la mostra della fauna a cura dell’associazione cacciatori di Moena, potete divertirvi e riconoscere tutti gli animali che popolano le nostre montagne!

Festa o non festa, a Moena, non potete farvi sfuggire una romantica pesseggiata in questo antico quartiere dove la leggenda del soldato turco, tramandata dalla gente del posto, vi affascinerà e vi porterà indietro nel tempo. 
“La leggenda narra che nel 1683, anno dell’assedio di Vienna da parte dell’Impero Ottomano, un soldato turco, dopo esser stato fatto prigioniero nella capitale austriaca, riuscì a fuggire e girovagando raggiunse Moena, nel rione che un tempo era battezzato “Ischiazza”. Il turco, ferito e ormai allo stremo delle forze, venne generosamente soccorso dagli abitanti della zona che gli prestarono le loro cure fino alla sua guarigione. L’aiuto e la generosità della gente fece sì che il turco decise di trasferirsi definitivamente a Moena, in questo stesso rione che in seguito prenderà il nome di Turchia.”


Incredibile, ma a Moena c’è un pezzo di Turchia, che ogni anno i moenesi sono orgogliosi di festeggiare.




Per consultare il programma Moena - Festa Turchia 2017 clicca qui




LIBRI da leggere prima - dopo e durante QUALSIASI CAMMINO


La staticità non vi appartiene e in spiaggia sotto  l'ombrellone ripensate al vostro cammino, vi manca l'aria...la spiaggia è troppo affollata per i vostri pensieri: il cammino vi manca!
Impossibile guarire dalla santiaghite.
Cercate una via di fuga, qualcuno con cui parlare del cammino, qualcuno che condivida con voi questa esperienza, che vi ascolti e vi aiuti a risolvere il dilemma dell'estate : Cammino Primitivo o Portoghese? 
Eh no, nessun pellegrino all'orizzonte. 
In questo caso aimè , ho trovato una soluzione che potrebbe fare il caso vostro: partire per il cammino aprendo semplicemente un libro. 
Ho selezionato questi tre libri da leggere tutto d'un fiato , sono diari e testimonianze di inguaribili camminatori che hanno cercato di trasmettere la loro esperienza e le loro emozioni.
Non prendete queste mie righe come recensioni, non ne sono capace, sono solo spunti e suggerimenti per farvi sorridere e piangere ripensando ai vostri passi, e se non lo avete ancora fatto vi farà avvicinare al mondo dei cammini, leggendoli avrete voglia di prendere e partire zaino in spalla. 

 Per il momento non mi resta che augurarvi buona lettura e buon cammino!
 

 
CAMMINARE GUARISCE di Fabrizio Pepini
 
"Non so se tutti sono disposti a cambiare vita, il cambiamento fa paura. Quando ti ammali, è il corpo che ti dice stop! Fermati."
Un libro di una carica estremamente positiva, emozionante, un passo verso il cambiamento perché il cammino è così: la chiave per il paradiso!
"Camminare guarisce"  è la storia di un uomo che riesce a ribaltare un evento drammatico in opportunità di cambiamento e di apertura.
Fabrizio quando scopre di essere malato di linfoma mantellare, lascia il lavoro e  si sottopone alle cure mediche, ma soprattuto inizia un'altra terapia quella del camminare, trovandoci in essa una sensazione di benessere e di sollievo.

"Non arrendersi mai, neanche di fronte all'evidenza e riuscire a trasformare una situazione deplorabile in un qualche cosa di magico."

Fabrizio e la sua resilenzia è un esempio per tutti noi, nei suoi cammini fondamentali saranno gli incontri con i pellegrini per ripercorrere la sua vita, i tanti segnali e le coincidenze che troverà lungo il suo cammino, e, non per ultimo la ri-scoperta di uno dei valori più nobili: l'amicizia.

VIANDANZA - il cammino come educazione sentimentale di Luigi Nacci

Un libro che fa riflettere, sull'importanza e sul coraggio di intraprendere un cammino... qualsiasi esso sia!
Il cammino è vita, si apprende, si migliora come essere umano, si cade e ci si rialza, ma soprattuto si da importanza alle cose basilari, semplici e difficili da mettere in pratica nella vita ordinaria.
Lungo la strada per Santiago ogni gesto è gratuito e leggero, fatto con amore e in segno di gratitudine, si scopre un nuovo modo di vivere e di stare al mondo.

"Quando si è stati pellegrini, viandanti, forestieri, clandestini o nomadi una volta, lo si è per sempre. 
Non possiamo tornare alle nostre vite ordinarie e sprangarci in casa, possiamo farlo per un po', ma poi se continuassimo, impazziremo. Perchè se tenessimo le porte chiuse rinnergheremo la polvere e il fango in cui abbiamo sognato ad occhi aperti. E non c'è niente di peggio che tradire un sogno"






IO, A RADICOFANI, NON CI SONO MAI ARRIVATO di Stefano Pardini
#ARRIVATOMAI

Un libricino piccolo ma ricco di sensazioni, un diario o meglio una raccolta di pensieri di Stefano che passo dopo passo percorre il Cammino di Santiago e la Via Francigena.
L'incontro con se stesso, l'incontro con gli altri pellegrini, una ricerca profonda intima e personale.
Chi ha percorso almeno un cammino si ritroverà nelle sue parole e nei suoi passi: l'ansia di partire, il peso dello zaino, le scelte sbagliate, i cambi di programmi, la fatica, il dolore e la felicità condivisa.
  
"Arrivare a Santiago, a Finisterra o a Radicofani altro non è che l'arrivo di quella tappa. Nulla più. La sfida è capire dove si trovano nel planisfero della nostra esistenza: perchè per ogni "Santiago" che raggiungerai, ci sarà sempre una "Finisterre" un po' più in là.
E quando crederai di essere arrivato al limite, scoprirari che è lì che inzia l'oceano: dove credevi d'incontrare una fine, troverai un nuovo inizio"